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Mostra bipersonale di Lidia Palumbi e Matteo Procaccioli
 

A cura di Roberto Ronca

 

SPAZIO-TEMPO Cafè - Second Life Art Gallery

dal 24 luglio 2009

Vernissage venerdì 24 aprile ore 22,00

 
 
 

 

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Metteo Procaccioli

 

Lidia Palumbi

 
 

 

     
 

 

 
 
 

Matteo Procaccioli è nato a Jesi (Ancona) nel 1983.
Attualmente vive e lavora a Milano nel campo della comunicazione e marketing presso un’agenzia creativa del capoluogo lombardo.
Fin dall’adolescenza si appassiona all’arte e alla fotografia con un’attenzione particolare ai dettagli e alla ricerca dell’inconsueto nel quotidiano.
Attento ai colori forti, ai bianchi e neri e, alle innumerevoli possibilità che la natura ci offre, sperimenta dapprima la fotografia analogica, poi via via influenzato dalle stampe pop degli anni ’60 e da una visione psichedelico-futurista, si cimenta in nuove tecniche di rielaborazione digitale che lo portano in breve tempo a realizzare vere e proprie opere d’arte.
La sperimentazione continua con l’uso del colore e delle ombre, sono il motivo portante del suo lavoro: l’artista modifica con grande virtuosismo la cromia di luoghi, oggetti, volti e paesaggi.
Guarda al quotidiano con occhi nuovi ed ingenui, scoprendo nel “comune” l’inaspettato, la sorpresa, liberando la visione pura.
Si allontana dallo stereotipo della classica raffigurazione, per cercare, attraverso abili giochi cromatici, un taglio nuovo, una visione che travolge il tradizionale per restituirci immagini interpretate dal suo io, con una rappresentazione originalissima.
In particolar modo le sue figure femminili spesso velate di malinconia, eleganti e pensierose, ci attraversano lasciando spazio a forti emozioni.
L’artista apre la porta ai sentimenti: dietro l’apparenza e il quotidiano si nasconde l’insolito, i particolari, i sentimenti svelati ma mai dichiarati.

 
 

Lidia Palumbi  e’ di origine italiana, ma si e’ formata come artista nei Paesi Bassi all’Accademia di Belle Arti di Groningen, dove ha studiato tecniche della fusione e di incisione. Lavora e risiede in

`s-Hertogenbosch da diversi anni.

...

Vuote sono le piazze che Lidia Palumbi crea.

Un vuoto quasi metafisico come le piazze nella  pittura metafisica di Giorgio

De Chirico, artista italiano degli inizi del secolo.

Ma mentre i dipinti di De Chirico hanno un carattere inquietante, come se dietro

le colonne si nascondesse qualcosa di sinistro, le piazze di Palumbi hanno

un` atmosfera di commovente silenzio.

Pochi elementi figurativi, un albero, un obelisco, una casa , qui e la`su una superficie

di bronzo... creano una sensazione di grande spazialita`.

...

Anche nelle altre sculture di Lidia Palumbi (...)  ritroviamo quel vuoto che da` alle opere

stesse una grande carica emotiva.

Dalla scultura emana una grande forza poetica.

 

(H. Hekkema - Il giornale del Nord)