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Signore e Signori buonasera sono Vincenzo
Mazzarella e ringrazio tutti i presenti per
essere intervenuti a questo appuntamento.
Ringrazio in modo particolare
l’amministrazione comunale del comune di San
Giorgio a Cremano per essere stata così
lungimirante nell’accettare un progetto così
audace.
Ringrazio di cuore Roberto Ronca e Debora
Salardi, gli ideatori del progetto, che mi
hanno voluto qui con loro.
Sono onorato di essere qui in questo momento
perché essendo io persona di teatro e poter
dire una qualsiasi parola nella città che è
stata di Massimo Troisi è una cosa che mi
emoziona e mi commuove. E infatti proprio
per questo, probabilmente, sono stato scelto
da Roberto e da Debora perché sono ….come
dire un critico spurio, non mi limiterò
infatti a un mero lavoro di critica ma mi
occuperò fattivamente e a modo mio della
presentazione di ogni mostra, sarò infatti
l’autore degli eventi che precederanno
l’inaugurazione di ogni mostra, e cercherò
di far sposare la musica col teatro e la
pittura. E quindi anche io soggetto a
critica. Ho accettato con piacere questa
sfida perché presentare sette mostre per
tutti e sette i vizi capitali è una cosa
intrigante, insomma veramente una bella
sfida.
Nell’etica e nella religione si parla di
peccato come di un atto considerato in
contrasto con la coscienza e con le norme
morali nell’ambito della società in cui si
vive.
Se voi adesso leggete un poco poco i
giornali vi renderete conto che dovremmo
essere già tutti in galera. Siamo tutti
peccatori senza scampo.
Di peccati poi ce ne sono di tutti i tipi: i
sei peccati contro lo Spirito Santo, i
quattro peccati che gridano vendetta al
cospetto di Dio. Tra questi quattro peccati
c’è anche “defraudare la giusta mercede a
chi lavora” e questo proposito mi piacerebbe
sapere se Marchionne lo conosce questo
peccato. E poi i Dieci Comandamenti e i
Sette Peccati Capitali. Che sono stati
introdotti da San Tommaso D’Aquino nel
Tredicesimo secolo. Vi rendete conto che chi
è vissuto prima del tredicesimo secolo,
s’ha sparagnate sette peccati Capitali,
anzi otto, perché inizialmente si prevedeva
anche un ottavo peccato capitale: la
Tristezza. Voi avete capito che non potevate
stare nemmeno un poco triste per i cazzi
vostri che già stavate peccando. – ma che
succede? Perché sei così silenzioso? – padre
so' triste. – trentasei avemaria e
quattordici padrenostro. Quando si
incontrava il prete tutti col sorriso sulle
labbra. Insomma come vi muovete o respirate
avete già commesso peccato.
Gola, Invidia, Accidia, Superbia, Avarizia,
Lussuria e Ira. Non c’è speranza di scampare
dall’Inferno, siamo già tutti colpevoli.
GOLA: non ne parlammo proprio, stiamo
perennemente a dieta, soffriamo per tutta la
vita a raccontarci la balla “domani non
mangio più”
INVIDIA: il mio capo è solo fortunato perciò
ha fatto carriera, per il resto è solo nu
povero fesso, se fossi io al suo posto ti
farei vedere come funzionerebbe meglio
l’azienda.
ACCIDIA: insufficienza di volontà, apatia
nell’agire. Mò secondo voi per noi
napoletani questo è un vizio o una virtù?
SUPERBIA: “ Sfoggio della propria illusione
di superiorità rispetto agli altri” . Cioè
se questo è un peccato il nostro Presidente
del Consiglio non avrà proprio possibilità
di salvezza.
AVARIZIA: la taccagneria, l’accumulo
esagerato di ricchezze. Forse è meglio che
togliamo da mezzo il nostro Presidente del
Consiglio perchè altrimenti non c’è gioco.
LUSSURIA: “La dedizione ai piaceri del
sesso” e qua dobbiamo fare un grosso sforzo
per considerare peccato la dedizione ai
piaceri del sesso, perché se è così stiamo
rovinati tutti quanti. E poi scusate se
siamo tutti figli di Dio vuol dire che pure
Lui si è dato molto da fare, e poi a noi ci
metti questi impedimenti?
E infine….
IRA: “Lasciarsi andare alla collera”che per
noi meridionali è un’aspirazione. Non
vediamo l’ora di perdere il controllo per
addentrarci in un vocabolario coloritissimo
di espressioni di cui solo noi meridionali
siamo capaci. Ma è peccato! E allora perché
si utilizza l’espressione “l’Ira di dio”?
costa l’ira di dio, sei un’ira di dio…che
non è proprio una cosa cattiva, è una cosa
che noi tutti riconosciamo e rispettiamo e
Tu ce la vuoi far passare per peccato
capitale. Tu che ci hai fatto a tua immagine
e somiglianza e già una volta hai dovuto
rifare tutto da capo, e vuol dire che non
siamo venuti tanto bene. Ve lo ricordate il
Diluvio Universale? Il Signore dovette
rifare il mondo perché gli uomini erano
troppo corrotti e disonesti. Vi rendete
conto che siamo a rischio? Che già quando
piove un poco in più io mi comincio a
preoccupare. Sodoma e Gomorra furono
distrutte perché Dio non riuscì a trovare
una sola persona onesta. E voi che dite? la
conoscete oggi una persona onesta?
Stiamo attenti a quando piove.
E l’ottavo peccato capitale è la sfida che i
due curatori hanno lanciato. Quale può
essere?
Se fossi io l’artista farei diventare
peccato mortale la produzione e lo
spargimento dell’immondizia. E chi commette
il peccato in Campania lo punirei con doppia
penitenza, perché in Campania ogni peccato
dovrebbe essere pagato il doppio perché noi
eravamo la Campania Felix.
Sembra un’assurdità pronunciare adesso
queste parole “Campania Felix” la
regione più bella e prosperosa d’Italia.
Quando i Greci arrivarono su queste coste
più di duemila anni fa ancorarono le navi e
non continuarono più il viaggio perché
avevano trovato il paradiso in terra: i
boschi che scendevano dai monti e si
tuffavano direttamente a mare, Capri,
Ischia, Procida due laghi sulla costa due o
tre fiumi di acque purissime che
fertilizzavano campagne rigogliose, la
costiera amalfitana, il Matese, il Sannio,
il Cilento - Fermate le navi, questo è
l’Eden – la Magna Grecia, più bella ancora
della Grecia stessa.
Ma poi mi chiedo “ i Greci come hanno
fatto a diventare noi?” come cacchio si
sono trasformati in quello che siamo noi
adesso? Un popolo che disprezza i propri
figli, che li avvelena piano piano coi
rifiuti tossici, come abbiamo fatto a
colmare di cemento un territorio che
abbraccia Napoli, Caserta e Salerno in
un'unica gigantesca metropoli infinita?
Abbiamo distrutto la Grecia e c’è rimasto
solo il magna…magna.
La dottrina cristiana distingue due tipi di
peccati personali: il peccato veniale e
quello mortale; e quello che abbiamo
commesso noi contro la nostra terra e il
nostro popolo qual è? E l’arte a questo
punto che compito ha ? secondo me anche un
compito di denuncia.
Ho utilizzato la congiunzione “anche”
proprio per sottolineare che il compito
dell’arte chiaramente non è solo quello di
denuncia ma anche quello di cercare nuove
strade, e qui oggi siamo di fronte a un
fatto nuovo, un fenomeno che indica una
nuova strada “il progetto artistico”
. Mi spiego meglio: il curatore di una
mostra che non sia un mero curatore
scientifico ma l’ideatore di una mostra che
nasce da una sua personale attività
intellettuale , è egli stesso artista. Il
progetto intero è già opera d’arte, e
all’interno del progetto poi operano le
individualità artistiche ognuno con le
proprie caratteristiche e con l’assoluta
libertà di operare senza alcun vincolo o
lacciuolo. Allora gli ideatori del progetto
diventano loro stessi artisti e il progetto
un’unica opera d’arte all’interno della
quale gli artisti non vengono mai annullati
ma esaltati. Chi ha aperto la strada a
questo nuovo metodo è stato secondo me il
rimpianto gallerista napoletano Lucio Amelio
che con Terraemotus ha dato l’ esempio
maggiore di questa nuovo modo di
interpretare l’arte fino ad oggi inarrivato.
Per questo ringrazio Roberto e Debora che
hanno avuto il coraggio di confrontarsi con
un mostro sacro dell’arte contemporanea
presentando un progetto artistico così
audace.
Grazie.
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