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Dal 5 Aprile al 4 Maggio 2008

Spazioeventi Mondadori, San Marco Space, Venezia.

 

A cura di Marta Concina e Roberto Ronca.

 

 

Giorgio Ramella "Dai graffiti all' oriente".

 

Dopo la grande esposizione al Museo Vittoriano di Roma, il viaggio di Giorgio Ramella continua con una mostra curata da Marta Concina e Roberto Ronca allo Spazioeventi Mondadori di Venezia.

In un immaginifico percorso attraverso la produzione degli ultimi 12 anni, l’artista che è sempre in “viaggio”, sia questo reale o metaforico, conferma la sua grande capacità di sperimentare e sperimentarsi nel rinnovamento costante dell’espressione artistica.

 

Giorgio Ramella nasce a Torino il 24 febbraio 1939. Compiuti gli studi classici, frequenta, all’Accademia Albertina di Belle Arti di Torino, il corso di pittura tenuto da Enrico Paulucci e di tecniche incisorie di Mario Calandri. L’esordio sulla scena artistica torinese è negli anni ‘60 con un’esposizione alla Galleria La Bussola insieme a Ruggeri, Saroni, Soffiantino e Gastini; la prima mostra personale risale al 1964.
I lavori iniziali sono caratterizzati da forme metalliche e taglienti su fondi generalmente scuri: argentati grovigli di strutture deformate definiscono la serie degli “Incidenti”. A questa prima fase segue un’espressione pittorica più astratta, dove nuovi temi di ispirazione sono suggeriti dalla fenomenologia della luce.

Dopo un ritorno alla pittura figurativa caratterizzata sempre da una “spaziosità compressa e tesa, dalle disagiate e forti qualità cromatiche”, la pittura di Ramella torna all’astrazione degli esordi e il colore diventa dominante, “protagonista assoluto nella sua fisicità forte e prorompente…con una tramatura elementare e intensiva” (Flaminio Gualdoni, 1993). Il viaggio del 1990 negli Stati Uniti non lascia Giorgio Ramella indifferente al fascino dei graffiti nelle stazioni dei metrò newyorkesi, tanto da orientare la sua ricerca verso lo studio di pitture e incisioni rupestri primitive; confini, territori e mappe rivivono attraverso i colori e i segni violenti della civiltà dei nostri giorni.

 

Materici sfondi neri, rossi e gialli sono attraversati da solchi corposi e creano sulla tela un’accattivante fusione: la vitalità cromatica della pittura si accorda alle tracce stridenti dell’incisione.
In seguito l’interesse di Giorgio Ramella è rivolto a una rivisitazione del genere figurativo per eccellenza quale è il “ritratto”.

 

Nel 2001 dedica una serie di opere alla figura di Vincent Van Gogh, nelle quali una innegabile ricerca fisiognomica si risolve in tormenti cromatici, più astratti e indefiniti che figurativi e corporei. Dell’aspetto di Van Gogh sono le espressioni del volto e in modo particolare occhi e sguardi a rappresentare i cardini sui quali si focalizza una nuova curiosità artistica; “…Ramella ha cercato nel maestro olandese non tanto l’elemento stilistico formale, quanto la metafora della condizione dell’artista. Gli occhi di Van Gogh sono lo specchio dell’inquietudine, dell’inadeguatezza, del desiderio di essere da un’altra parte. La sua pittura diventa violenta, oltraggiosa, outing.” (Luca Beatrice, 2001).
 

Giorgio Ramella ha partecipato a numerose mostre nazionali e internazionali quali: il premio S. Fedele a Milano, La Biennale dell’incisione a Venezia, il premio Spoleto, la Biennale di Parigi, la Grafica italiana al Museo d’Arte Moderna di S. Paolo del Brasile, il Museo Sperimentale, al Castello di Rivoli, al Comune di Spoleto. Realizza una grande “Crocifissione” che dopo essere stata esposta a Mantova (Palazzo Ducale), Ivrea (Olivetti) e a Lione viene acquistata dal Museo d’Arte Moderna e Contemporanea di Torino. Ha tenuto mostre personali a Torino, Macerata, Novara, Monza, Aosta, Bologna, Milano, Roma, Brescia, Napoli, Losanna, Alessandria, Haute-Savoie, Lione, Genova, Stoccarda, Lucca, Cuneo, Solutré-Pouilly.

Nel 2006, inoltre, tiene una importantissima mostra personale al Museo del Vittoriano a Roma, in mostra 12 anni di carriera artistica.

 

All'inaugurazione del 5 aprile Ramella ha presentato un'opera interamente realizzata con il pregiato cioccolato artigianale di Guido Gobino, di cui si sono gustate le squisite creazioni durante la serata.

 

 

 

Giorgio Ramella al lavoro

 

Crocifissione

 

Giorgio Ramella

nel suo studio di Torino

 

Marta Concina, Giorgio Ramella

e Roberto Ronca

 

 

Roberto Ronca e Giorgio Ramella